Gankutsuou Il Conte di Montecristo

Di per sé una nuova trasposizione de Il Conte di Montecristo seppure animata non è certo una novità,ma questa serie realizzata dallo studio Gonzo nel 2004 presenta una serie di elementi che lo rendono una trasposizione interessante. Inizialmente il regista Mahiro Maeda voleva adattare un altro  romanzo “The Stars are my Destination” di Alfred Bester ma vedendosi rifiutare i diritti decise invece di ripiegare sull’opera di Dumas che d’altronde affrontava anch’essa il tema della vendetta.

Si sceglie di mantenere un ambientazione fantascientifica spostando l’azione in una Parigi di un prossimo futuro in guerra con un impero intergalattico. Si sposta anche la voce narrante non più Edmond Dantes ma il giovane Albert De Morcef figlio dell’uomo che ha tradito Edmond e della donna da lui amata. In vacanza sulla Luna insieme all’amico Franz Albert viene salvato dal rapimento da parte di un gruppo di banditi dall’ambiguo Conte di Montecristo. Impressionato l’ingenuo giovane stringe amicizia con l’uomo invitandolo a raggiungerlo a Parigi e involontariamente cadendo nel tranello tesogli e favorendo cosi la vendetta di Dantes contro coloro che lo tradirono. Vendetta che sconvolgerà la vita del giovane portando sofferenza e dolore ai suoi cari e spingendolo ad un sofferto processo di crescita. Questo cambio di prospettiva ci permette di avere una visione diversa della vendetta di Dantes che appare spietata e in alcuni casi vista la crudeltà con cui miete anche vittime collaterali perfino ingiustificabile. Lo stesso Conte è trasfigurato in una figura luciferina rispetto al Dantes letterario e dietro tale metamorfosi si cela anche una delle poche deviazioni rispetto al testo originale.

Per il resto l’adatamento è piuttosto fedele recuperando la moltitudine di personaggi che popolano il libro e anche la successione di colpi di scena tipici dei Feuilleton francesi.

Graficamente questa serie miscela animazione tradizionale con effetti in 3D che danno letteralmente vita agli abiti e agli sfondi in una miriade di colori ed effetti cromatici sorprendenti.

La colonna sonora da un lato riprende melodie classiche di Tchaikovsky e Donizetti ma gode anche dell’apporto Jean Jacques Burnel degli Stranglers che compone le melodie delle sigle di apertura e chiusura “We were lovers” e “You won’t see me coming” che sottolineano perfettamente la tragedia del Conte.

Nota.Esiste anche un manga che racconta la vicenda dal punto di vista del Conte scritto e disegnato dal regista Maeda che colma alcuni dei punti non chiariti ma che rispetto alla serie animata presenta toni più cupi e morbosi al punto tale da non sentirmi di consigliarne a tutti la lettura.

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Pubblicato il settembre 5, 2012, in Recensioni Serie Animate con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Anime spettacolare. E spettacolare lavoro dello Studio Gonzo. Una volta abituata alla colorazione, non me ne sono più staccata. Sai cosa? Me la riguardo! Grazie per avermela ricordata :)

  2. Segnalazione molto interessante. :)

  3. Reblogged this on My scrapbook and commented:
    Non conoscevo questo anime. Devo assolutamente rimediare!

  4. Esiste anche una versione italiana di questo anime? O comunque localizzata in area PAL?
    Stuzzica la mia curiosità e mi piacerebbe guardarlo.

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