Gli altri Capitan America
Il ruolo di Capitan America non è stato rivestito solo da Steve Rogers nel corso degli anni ma anche da altri individui. Rogers ha creato la leggenda,ma anche queste persone hanno contribuito a tenerne viva la memoria ognuno a modo suo.
ISAIAH BRADLEY
Dopo la morte del Dr. Erskine altri scienziati cercarono di ricreare per conto del governo il siero del supersoldato.Uno di questi il Dr. Wilfred Nagel compi esperimenti su alcuni soldati afro americani e da quegli esperimenti ne usci vivo solo uno:Isaiah Bradley. Bradley arrivò anche ad indossare l’uniforme e lo scudo prima di Steve Rogers in una missione volta a scongiurare esperimenti nazisti per creare dei supersoldati. Missione che però non era autorizzata e che gli costò la prigione fino al 1960 anno in cui ottenne il condono dal presidente Eisenhower. Nel frattempo Bradley era diventato un icona per la comunità nera e per molti ancora oggi è lui il vero Capitan America.
William Nasland
Conosciuto anche come Spirito del’76 Nasland sostitui Cap nei tempi successivi alla sua scomparsa. Gli Stati Uniti erano ancora in guerra e diffondere la notizia che Capitan America era morto avrebbe demolito il morale delle truppe,così il suo ruolo venne affidato a Nasland ed a altri. Nasland aveva anche un partner,un normale soldato Fred Davis che rivestiva il ruolo di Bucky Barnes.
Jeff Mace
Mace ,un tempo reporter del Daily Bugle che ispirato dalle gesta di Capitan America divenne l’eroe chiamato Patriota, fu chiamato a sostituire Nasland come Capitan America.Con la fine del Secondo Conflitto il governo smise di chiamare altri eroi perchè impersonassero il Capitano.
William Burnside
Nel 1953 Burnside un uomo ossessionato dall’originale Capitan America (al punto da sottoporsi a chirurgia plastica per rassomigliargli) scopri in un vecchio deposito nazista dei file contenenti la formula del Supersoldato. Burnside riusci a convincere il governo a finanziarlo e divenne il quarto Capitan America. Aiutato da un giovane Jack Monroe che vestiva i panni di Bucky Barnes Burnside combatte contro le spie comuniste senza sospettare che la formula da lui creata era instabile,in breve i due impazzirono e furono imprigionati e ibernati. Risvegliati ai giorni nostri finirono per combattere il vero Capitan America e mentre Monroe rinsavi e divenne un eroe con l’identità di Nomad Burnside venne plagiato dal Dr. Faustus (vecchia nemesi di Cap) e tramutato nel Gran Dittatore,sorta di risposta nazista a Capitan America. Recentemente è nuovamente tornato in scena libero dal controllo di Faustus e deciso a dimostrare di essere il solo Capitan America.
ROSCOE
Ad un certo punto della sua carriera Steve Rogers disgustato da un presidente corrotto abbandonò il suo ruolo. A prenderne il posto fu un uomo qualunque Roscoe convinto che Cap fosse un simbolo e che quindi qualcuno doveva continuarne l’eredità,Roscoe impressionò positivamente uno degli alleati di Cap Falcon che lo allenò e per un pò Roscoe si fece onore fino a quando venne ucciso brutalmente dal Teschio Rosso.
JOHN WALKER
Walker ricopri brevemente il posto quando una commissione governativa giudico Steve Rogers non idoneo a indossare i panni del Capitano. Per il ragazzo che si era unito all’esercito per emulare il fratello morto in Vietnam fu un sogno che si realizzava. Peccato che Walker fosse arrogante e violento e che finì solo con il rovinare la reputazione a Rogers. In seguito scopri che era stato il Teschio Rosso a manipolare la sua nomina (e ad uccidere i suoi genitori) proprio perchè era sicuro che a causa del suo carattere avrebbe infangato la memoria del suo vecchi nemico. Attualmente Walker lavora per il governo sotto il nome di U.S.Agent.
MAJOR AMERICA
Più un impostore che un erede ufficialmente approvato Major America o Anti-Capitan America era in origine un comune (anzi un fragile e debole) adolescente dell’Oklahoma che in seguito alla distruzione della sua città natale per mano di terroristi islamici si arruolò per un nuovo ennesimo tentativo dei governativi di creare un supersoldato,basato questa volta sulla formula che diede a Luke Cage la sua superforza. Dopo alcune missioni in incognito il ragazzo inizio a farsi passare per Capitan America nel tentativo di portare avanti una crociata a zero tolleranza contro il terrorismo islamico, ovviamente venne sconfitto dal vero Cap. Major America è di fatto una versione distorta di tutto ciò che Steve Rogers rappresenta.
Il Minnesota Iceman
Ripropongo uno dei primi articoli da me scritti in tema misteri.
17 Dicembre 1968 Rollingstone Minnesota.Due scienziati e criptozoologhi Ivan Sanderson e Bernard Heuvelmans vengono a sapere (da un misterioso informatore) che un girovago di nome Frank Hansen trasporta (ed esibisce a pagamento) nel suo camper uno strano reperto.Incuriositi i due contattano Hansen e una volta entrati nel camper si trovano davanti il seguente spettacolo:dentro una bara di vetro,completamente congelato giace un umanoide di un metro e ottanta,ricoperto di fitti peli bruni il torso ha una foma a barile con braccia e mani incredibilmente lunghe.(Ventisette cm di lunghezza e diciannove di larghezza)Il viso appare sfigurato,forse da un arma da fuocoTutto fa propendere per l’autenticita del reperto,i peli sono impiantati nel modo giusto e inoltre si riscontra anche un principio di decomposizione.Secondo l’informatore dei due studiosi il blocco di ghiaccio con dentro il misterioso ominide sarebbe stato ritrovato nel Pacifico.La possibilità di far esaminare il corpo sfuma presto,Hansen asserisce che il reperto appartiene ad un misterioso magnate (la cui esistenza non è mai stata confermata…) e che quest’ultimo non vuole assolutamente far esaminare l’essere.La scoperta divide in due la comunità scientifica ( i più increduli sostengono che l’esemplare sia un falso) mentre Heuvelmans sicuro della sua autenticità lo ribattezza Uomo Pongoide (Homo Pongoides) per via della sua somiglianza con primati come gorilla e orang-utan.Il tempo passa e mentre la stampa si impadronisce del caso,si perdono le tracce dell’esemplare che scompare nel nulla.
In più sussiste un interrogativo:come mai il viso dell Iceman è sfigurato da un’arma da fuoco? Hansen ha sempre sostenuto di aver ucciso personalmente la creatura,una menzogna probabilmente inventata per coprire il trasporto per vie non legali dell’Iceman negli States.Una risposta sembra essere fornita da un numero del 1966 del World Journal Tribune secondo il quale alcuni soldati in Vietnam avrebbero ucciso una scimmia antropoide.Presumibilmente di fronte alla possibilità di ricavare un guadagno Hansen lo fece portare in America dentro la bara di un soldato.(Va anche ricordato che nelle leggende dell’est asiatico sono presenti storie di esseri scimmieschi)Nel 1969 Hansen rimpiazza l’esemplare scomparso con un fantoccio,atteggiamento che porta molti a sostenere che anche il primo Iceman fosse in realtà un falso.L’originale Iceman rimane tutt’ora latitante.Dei due studiosi Sanderson con il passare degli anni si è convinto della falsità del reperto,mentre Heuvelmans rimane convinto della sua autenticità.
NOTA.Il Minnesota Iceman viene citato nel romanzo di Joe R. Lansdale “Freddo nell’anima”,nel circo in cui si rifugia il protagonista è esibito un reperto simile.
L’Uomo Ragno:La Morte di Jean DeWolff
Gli anni ottanta furono una fase di rinnovamento per i fumetti Americani che portarono all’inserimento di toni più adulti in molte serie,come ad esempio l’Uomo Ragno. Questo cambiamento prese avviò proprio con una storia in quattro parti pubblicata su Peter Parker The Spectacular Spider Man#107-110 su testi di Peter David e matite di Rick Buckler. Jim Owlsey all’epoca supervisore delle serie dedicate all’Arrampicamuri chiese a David di scrivere una storia dal taglio realistico in opposizione a quelle di stampo più classico realizzate da Al Milgrom,suggerendo di far morire un vecchio comprimario il capitano di polizia Jean DeWolff. Il risultato fu una storia dura e urbana in cui l’Uomo Ragno si ritrova a dar la caccia ad un assassino il Mangiapeccati intenzionato a ripulire la città da qualsiasi autorità che ritiene corrotta. Facendo uso di metodi talmente spietati e violenti da mettere a dura prova l’autocontrollo del Ragno,già scosso dalla morte brutale del capitano DeWolff di cui era amico. Ma anche un altro eroe Devil cerca di catturare l’assassino fungendo da voce della ragione per l’Arrampicamuri.
A dispetto di altre morti nei comics in cui la dipartita di un personaggio era il momento clou della storia,la morte di Jean DeWolff avviene all’inizio ed è veloce,sbrigativa e per questo disturbante come molti casi di cronaca del periodo.
Peter David ritrae realisticamente la violenza nelle grandi metropoli con un taglio che ricorda film come Dirty Harry o Il Giustiziere della Notte e dipingendo anche la rabbia e l’impotenza dell’uomo comune di fronte a crimini sempre più violenti. Lo stesso Uomo Ragno è talmente sopraffatto dalla rabbia da arrivare quasi ad uccidere il Mangiapeccati,per essere riportato alla ragione da Devil (dopo uno scontro tra i due). Il volume italiano pubblicato da Panini nella collana Marvel Gold presenta anche il seguito di questa storia Il Ritorno del Mangiapeccati in cui un anno dopo i fatti il Mangiapeccati viene rilasciato e apprendiamo nuovi dettagli sulle sue motivazioni mentre l’Uomo Ragno si confronta con le conseguenze delle sue azioni: il violento pestaggio inflitto al killer prima che Devil lo fermasse lo ha menomato in modo permanente . Confuso e pieno di sensi di colpi l’Arrampicamuri si ritroverà ad affrontare uno dei suoi vecchi nemici Electro tornato in città per umiliarlo,mentre invece il Mangiapeccati cercherà di venire a patti con la propria follia. Una storia che non è affatto invecchiata e che mi sento di consigliare a chiunque sia in cerca di un buon fumetto,visto che proprio ora è stata finalmente ristampata.
Leggende Metropolitane dal Sol Levante 2
Tempo fa avevo parlato di alcune leggende metropolitane diffuse in Giappone e penso sia ora di riprendere il discorso allargandolo anche a storie meno urbane ma pur sempre interessanti.
LA CARNE DELLA SIRENA
Nel folklore nipponico le sirene o Ningyo (praticamente uomo pesce) sono creature diverse da quelle a cui anni di narrativa romantica ci hanno abituato. Non fanciulle dalla coda di pesce ma esseri con un aspetto più orrido:pesci con un viso umano (e spesso corna o altri particolari diabolici) oppure creature più simili a scimmie zannute che non a esseri umani. L’apparizione o la cattura di un Ningyo è considerata presagio di sventure e catastrofi,ma esiste anche un altro mito secondo il quale mangiare la carne di una sirena dona l’immortalità. A questo proposito il racconto più famoso è conosciuto come Yao Bikuni e narrà di un pescatore della provincia di Wakasa che un giorno riuscì a catturare un Ningyo e invito i suoi amici ad assaggiarne la carne.
Uno degli invitati curiosando nella cucina si accorse che il pesce aveva un viso umano e perciò avverti gli altri di non mangiarlo. I pescatori finsero di mangiare la carne che veniva loro offerta mentre in realtà la avvolgevano dentro della carta per poi sbarazzarsene lungo la strada del ritorno. Uno di loro ubriaco non gettò la carne e giunto a casa la diede da mangiare alla figlia che in apparenza sembrò non subirne conseguenze. Ma una volta raggiunta l’età adulta ed essersi sposata la ragazza smise di invecchiare arrivando a vivere fino a ottocento anni ( e continuando a risposarsi per infine farsi suora e tornare nel suo paese natale dove alla fine morì).
NINGEN
Si tratta di un criptide che ha iniziato a fare la sua apparenza in Giappone negli ultimi anni,il suo nome tradotto dal giapponese significa umano. Questo essere viene descritto come enorme quanto una balena,lungo dai 20 ai 30 metri e la pelle bianca nonché una vaga forma umanoide (con braccia e gambe secondo alcuni). Gli avvistamenti del Ningen sarebbero stati condotti dagli equipaggi delle baleniere giapponesi che operano in antartico e i primi resoconti di questi avvistamenti sarebbero apparsi sul web a firma di un persone che avevano conoscenti che lavoravano nella caccia alle balene (e questo farebbe propendere per la classica leggenda urbana,come tale è considerata dalle autorità).
Esistono però dei video che in teoria dovrebbero supportare l’esistenza di questo criptide ma che sono piuttosto ambigui. Eccone uno:
KAPPA
I Kappa sono piccoli esseri che abitano i fiumi del Giappone. Di aspetto antropomorfo hanno pelle verde,un guscio sulla schiena e un viso che termina con becco di tartaruga,sulla sommità delle loro teste avrebbero una cavità simile ad una scodella in cui si trova il loro fluido vitale. Di natura spesso dispettosa i Kappa passerebbero dal compiere semplici scherzi ad attività ben più inquietanti come stuprare donne,mangiare bambini e trascinare in acqua i viandanti (per estrarne le viscere dall’ano e mangiarle). I Kappa sarebbero anche ghiotti di cetrioli e regalarne uno ad un Kappa permetterebbe di ottenerne la riconoscenza.Un altro modo per salvarsi da un Kappa sarebbe inchinarsi,ossessionati dal’etichetta essi risponderanno a loro volta versando così il loro fluido dalla testa e morendo. Secondo molti criptozoologi i Kappa non sarebbero solo creature leggendarie,ma animali veri e propri e alcuni avvistamenti sembrerebbero confermarlo.
Nel 1984 nella città di Tsushima un pescatore di nome Ryu Shirozaki una notte stava tornando a casa quando passando vicino al fiume Kuta intravide un gruppo di quelli che a lui sembrarono bambini. Shirozaki li chiamò ma questi (il cui aspetto alla luce lunare gli appariva strano) si tuffarono nel fiume e sparirono.
Il giorno dopo furono trovate molte impronte di piccole dimensioni ricoperte da una strana sostanza viscida che ormai si stava seccando. La polizia ne prelevò alcuni campioni per stabilirne la natura,ma sfortunatamente gli esami non portarono a nulla.
Il 30 giugno 1991 nella città di Saito una giovane coppia i Matsumoto di ritorno nella loro dimora trovarono tutto sottosopra. Uno strano odore e centinaia di piccole impronte segnavano il pavimento,inoltre nessun oggetto era stato rubato. La polizia ispezionò la casa trovando all’incirca 30 piccole impronte lunghe sette centimetri,mentre successivamente la signora Matsumoto trovò delle macchie arancioni su alcuni abiti. Un campione di queste macchie fu portato ad analizzare rivelando un forte contenuto di ferro e una composizione simile all’acqua di sorgente. La coppia preoccupata si rivolse ad uno sciamano che disse loro che si trattava dei Kappa che vivevano nella zona e che spesso si divertivano a praticare questo tipo di scherzi ma erano in fondo innocui.
LA BAMBOLA DI OKIKU
Una delle più famose bambole maledette del Giappone,secondo quanto si racconta venne acquistata nel 1918 da un giovane di nome Eikichi Suzuki in un negozio di Sapporo come regalo per la sorella minore Okiku. La bambina apprezzò molto il dono ma morì improvvisamente per malattia. I suoi familiari piazzarono la bambola su di un altare dove ogni mattina pregavano per la figlia,solo che pochi mesi dopo iniziarono a notare che i capelli della bambola crescevano interpretando questo fenomeno come la prova che lo spirito di Okiku risiedeva in essa. Nel 1939 la bambola venne affidata al tempio di Mannejin dove tutt’ora si trova,i suoi capelli continuano a crescere ma per il momento nessuno ne ha trovato una spiegazione (anche se un analisi ha appurato che i capelli della bambola sono autentici capelli umani).
Se vi va di approfondire l’argomento,sul suo blog Germano ha scritto un ottimo articolo sulle bambole maledette.
Bullet Points
Nel corso della storia umana l’impatto di una pallottola ha spesso modificato il corso degli avvenimenti dandogli la forma che noi conosciamo ora. Su questo concetto si basa la miniserie scritta da J.M.Strazcinsky e disegnata da Tommy Lee Edwards che esplora una realtà parallela al Marvel universe che tutti conosciamo.
In questa realtà il Dr. Erskine è stato ucciso ventiquattro ore prima che completasse la formula del supersoldato spingendo le autorità a sospendere il progetto Rinascita. Capitan America non esiste ma necessitando di un asso contro i Tedeschi il governo Statunitense decide di affidarsi ad un secondo progetto più rischioso:il progetto Iron Man. Steve Rogers viene riconfermato come soggetto sperimentale e dopo una dolorosa operazione per collegare l’armatura al suo sistema nervoso eccolo combattere come Iron Man contro i Nazisti aiutando gli alleati a vincere la guerra.
Ma quell’unica pallottola ha avuto conseguenze ben più profonde stravolgendo la vita di altri individui. Oltre ad aver ucciso Erskine quel proiettile ha preso anche la vita di un giovane soldato Ben Parker e anni dopo senza la sua saggia guida il nipote Peter Parker crescerà come un giovane ribelle,arrabbiato con il mondo che dopo essersi perso nel deserto per una bravata verrà coinvolto nei test della bomba gamma diventando la minaccia che il mondo conosce e teme come Hulk.
Anni dopo un Bruce Banner spinto dai sensi di colpa cercherà di curarlo ottenendo invece poteri ragneschi in seguito al morso di un ragno infetto. Cambiamenti,alterazioni a volte impercettibili come quelli per cui Reed Richards a causa del suo impiego nel progetto Iron Man si ritrova a posticipare la missione nello spazio che da tempo organizzava con il risultato che una spia ne sabota il lancio uccidendo Ben Grimm e i fratelli Storm,mentre un Richards guercio trova un nuovo scopo di vita come direttore dello S.H.I.E.L.D.
Un nuovo mondo diverso e simile a quello che conosciamo in cui questi eroi dovranno affrontare scelte e rimpianti mentre l’essere noto come Galactus e il suo araldo incombono sulla terra. E un sacrifico sarà necessario per scongiurare la minaccia…
Parlando di what if e storie immaginarie Bullet Point è senz’altro uno degli esempi più riusciti e interessanti. Strazcinsky ci racconta di come un oggetto piccolo e insignificante come una pallottola abbia stravolto quattro esistenze in modo impensabile. E non si ha la sensazione come è capitato a volte con altri What If che siano forzature o simili,tutto sembra credibile,perfino più reale del mondo che conosciamo. Senz’altro una delle opere più interessanti della Marvel degli ultimi anni.
Walter Brandi e la trilogia vampira
Nei primi anni 60 in Italia era fiorito un florido filone di pellicole di stampo horror gotico,sulla scia del successo dei film dell’inglese Hammer (in particolare di Horror of Dracula).
Se Bava, Freda e Margheriti furono i tre grandi della stagione gotica italiana esiste tutto un sottobosco di artigiani che contribuirono seppur modestamente a questo periodo. I loro film erano più poveri,più scollacciati e mal interpretati ma non erano privi di spunti o trovate interessanti. Nello specifico in questo articolo voglio prendere in esame tre pellicole,tre film di vampiri che spesso vengono accorpati in una trilogia perché pur essendo opera di registi diversi presentano in comune degli elementi.
Il primo di questi elementi è l’attore Walter Brandi che all’epoca proprio per aver interpretato il vampiro in due di queste pellicole era stato soprannominato il Dracula italiano (e che aveva recitato in Ulisse di Mario Camerini). A differenza di altri film vampirici italiani in cui la figura del non morto viene spesso stravolta o modificata in base alla poetica del gotico tricolore questi tre film aderiscono ai canoni delle pellicole inglesi,riprendendo tutti i clichè del caso, scelta non del tutto azzeccata perché il gotico italiano giocava su coordinate diverse facendo apparire nell’insieme certe scene vuote o buffe.
L’elemento erotico non viene solo suggerito ma spesso mostrato,con messe in scene di rapporti torbidi e vampire nude o mezze nude (molto prima ironicamente di Jean Rollin,ma senza la sua estetica).
Vediamo in dettaglio le tre pellicole.
L’Amante del Vampiro (1960) di Renato Polselli
Un corpo di ballo una sera scopre che in un vicino castello diroccato vivono una contessa e il suo maggiordomo, che in realtà sono due vampiri. L’uomo è solito vampirizzare giovani e belle vittime mentre, la contessa, vampirizzando periodicamente il maggiordomo, si mantiene giovane e bella negli anni. Dopo essere stata avvicinata dal maggiordomo, una componente del corpo di ballo, incomincia a dare segni di instabilità…
Il primo dei tre film è anche a parere di chi scrive il migliore,merito di Polselli che riesce a infilare nel film alcune note interessanti e di una regia solida anche se non eccezionale.
Il leitmotiv del corpo di ballo che incappa casualmente in personaggi pericolosi verrà ripreso in altri b-movie e il film di Polselli presenta già tutti gli elementi ricorrenti di questo trittico:erotismo malsano e non e vampiri spesso più buffi che spaventosi. Polselli si cimenta anche in una sequenza di seppellimento dal punto di vista della trapassata che richiama quella di Vampyr e che è piuttosto ben realizzata.
Brandi interpreta Herman il maggiordomo della Contessa,vampiro che alterna ad un aspetto giovane e piacevole un altro vecchio e ripugnante,realizzato con make up di cartapesta. Brandi non riesce completamente a replicare l’aura di minaccia e seduttività che altri attori esprimevano come vampiri e paradossalmente risulta più convincente con il trucco da mostro. Il suo rapporto con la Contessa è uno dei punti interessanti del film,tecnicamente lui ne sarebbe il servo vampirizzato da quest’ultima secoli fa e obbligato a procurarle sangue con cui preservare la propria avvenenza. Ma in realtà sfruttando la dipendenza che li lega Herman è riuscito a ribaltare il rapporto,arrivando a dominare sulla proprie ex-padrona che cercherà di sedurre il fidanzato di una delle ballerine per eliminarlo. I vampiri di questo film sono particolarmente attenti a non creare altri loro simili in modo da non avere rivali con cui competere per il sangue,si veda a tal proposito una sequenza cimiteriale in cui Herman impaletta una sua vittima da poco risorta. Per il resto il film scorre liscio come da copione,riservando l’eroina in pericolo,i prodi (e un po’ tonti in questo caso) eroi e tutta una serie di immagini gotiche da repertorio (castelli,cripte e fanciulle incatenate in sotterranei da biechi individui). La morte dei due succhiasangue richiama la fine di Dracula nel primo film Hammer,incenerimento tramite il sole ma senza il realismo che aveva la stessa scena nel film di Fisher (qui l’impressione è quella di due maschere di gomma che si fondono).
L’Ultima Preda del Vampiro (1961) di Piero Rigoli
Una troupe di ballerine guidata da un manager squattrinato, Lucas , viaggia nella notte in un furgoncino. La strada bloccata li costringerebbe a tornare indietro verso l’albergo, dal quale sono partiti senza pagare il conto: scelgono l’unica alternativa, la strada verso un castello. Arrivati, Vera , una delle ballerine, ha strane sensazioni, come se sapesse qualcosa del luogo. Il conte Gabor Kernassy rifiuta dapprima di ospitarli, ma cambia improvvisamente idea quando vede Vera. Più tardi, in separata sede, il conte rivela a Vera che è solo per lei che li ha accolti e le chiede del suo passato, della sua famiglia. Lei ne sa poco, i suoi genitori sono morti quand’era piccola. Il conte la implora di andarsene il mattino dopo. Katia,un’altra delle ballerine aggirandosi di notte per il castello, fa un brutto incontro e viene ritrovata morta in giardino il mattino dopo. Ma ricomparirà perché è stata vittima di un vampiro.
Questo secondo film riprende il plot della compagnia di ballerine da L’Amante del Vampiro e ripresenta Brandi in panni vampireschi e non. Questa volta Walter deve interpretare sia il conte Gabor Kernassy che il suo vampiresco antenato che cerca disperatamente di curare in quanto secondo il conte Kernassy il vampirismo è una malattia e come tale può essere curata. L’arrivo delle ballerine interferisce con questa prassi e il vampiro inizia a mietere vittime mentre Gabor è impotente perché esita ad uccidere un membro della propria famiglia. L’interesse per Vera nasce dal fatto che quest’ultima sembra essere la reincarnazione di una sua antenata Margherita che era la sposa del vampiro. Rispetto al film di Polselli L’Ultima Preda si arrichisce anche di una sottotrama romantica con Gabor che infatuatosi di Vera cerca di salvarla dalle mire del suo antenato. Dal film di Polselli questo mutua anche una sequenza in cui le ballerine improvvisano un balletto che però in questo caso si trasforma in uno spogliarello. D’altronde contribuisce al lato erotico del film anche il personaggio di Katya che risorge dalla tomba senza vestiti. Anche qui il rush down finale tra Kernassy e il succhiasangue si rifà ad Horror of Dracula di cui imita (goffamente) la sequenza in cui Cushing strappa una tenda permettendo alla luce del sole di distruggere il mostro (il cui incenerimento è realizzato con mezzi modesti). Brandi continua a non convincere del tutto come vampiro e quando si muove sembra imbolsito.
La Strage dei Vampiri (1962) di Roberto Mauri
Una nobildonna viennese soggiace al fascino di un misterioso individuo, che la vampirizza. Chiesto aiuto ad un esperto, il marito non arriva però in tempo per salvarla. Adesso i divoratori di sangue sono due e si apprestano a mietere altre vittime…
Il più debole del trittico si adagia completamente sul canovaccio del vampiro che prende di mira una donna fino a vampirizzarla senza introdurre varianti particolari. Brandi è stufo di fare il succhiasangue e la parte viene invece affidata a Dieter Eppler che risulta più convincente e meno ridicolo di Brandi (che invece interpreta il Barone Wolfgang marito della vittima).Spesso in alcuni testi a Brandi viene invece attribuito il ruolo del vampiro.
Abbondano le parentesi melodrammatiche che un po’ annoiano rendendo il film noioso da seguire in certi passaggi. I vampiri qui non sono particolarmente potenti o forti,basti pensare all’inizio del film in cui due vampiri sono messi in difficoltà da una folla di contadini o al confronto finale tra il barone e il non-morto. Graziella Granata interpreta ottimamente la baronessa vampirizzata conferendole anche la giusta dose di sensualità e aggressività. A differenza dei primi due film qui compare un cacciatore di vampiri il professor Nietzche interpretato dal caratterista Luigi Balzella sotto pseudonimo. La messinscena risulta stanca e ripetitiva e il film ne perde,risultando riuscito in alcune sequenze di seduzione vampirica.
Dei tre registi solo Renato Polselli avrebbe acquisito lo status di culto e dirigendo anche un secondo film vampirico Il Mostro dell’Opera nel 1964 per poi finire lentamente nel girone delle pellicole a luci rosse. Walter Brandi avrebbe recitato in altre pellicole di genere divenute più o meno di culto come Il Boia Scarlatto (1965) di Massimo Pupillo senza però diventare particolarmente noto o famoso tra gli appassionati.
Top 5 Batman the Brave and the Bold
All’inizio ero diffidente nei confronti di questa serie animata,vuoi perchè si rifà palesemente al Batman camp degli anni 60 e io preferisco altre versioni del personaggio. Invece mi sono ricreduto Batman the Brave and the Bold è un gioiellino pop pieno di citazioni e riferimenti alla continuity classica del pipistrello tali da far felice ogni appassionato di fumetti. Ed ecco quindi i miei 5 episodi preferiti.
Stagione 3,Episodio 5 Battle of Superheroes
Superman viene esposto alla Kriptonite rossa e diventa malvaggio,tocca quindi a Batman fermarlo in un combattimento che omaggia Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.
Stagione 2,Episodio 4 Aquaman’s outrageous adventure!
In viaggio con la famiglia per una vacanza Aquaman finisce invece per aiutare altri eroi in diversi casi,uno degli episodi più divertenti dell’intera stagione con Aquaman che cerca ogni scusa possibile per combattere il crimine perchè la normale routine faniliare lo annoia e viene sbugiardato dal telegiornale (“Ma quello non sono io cara è Ocean Guy,stessi colori”)
Stagione 2,Episodio 25 BatMite presnts:Batman’s strangest cases!
Episodio speciale presentato dal Bat-Mito (essere della quinta dimensione che si considera il più grande fan di Batman) e che presenta tre storie che omaggiano rispettivamente:
- La parodia di Batman realizzata da MAD Rubbin and Batboy
- I manga realizzati negli anni 60 su Batman in Giappone
- I vecchi cartoni Hanna e Barbera sul pipistrello
Personalmente ho apprezzato sopratutto i primi due episodi,non troppo il terzo perchè io i cartoni dell’Hanna e Barbera li ho sempre detestati.Ma già solo la sigla del Batman nipponico è imperdibile:
Stagione 1,Episodio 25 Mahyem of the Music Meister!
Batman si scontra con un criminale capace di ipnotizzare la gente tramite la musica e l’intero episodi è in pratica un musical con musiche ad opera di Neil Patrick Harris (quello di How i met your mother). Giusto per farvi un esempio:
Stagione 2,Episodio 3 Chill of the Night!
L’episodio più cupo dell’intera serie in cui Batman scopre da un gangster morente l’identità dell’uomo che uccise i suoi genitori,mentre lo Spettro e lo Straniero Fantasma scommettono sul possesso della sua anima.In pratica un episodio imperdibile per i fan di Batman.
E per concludere come bonus ecco la canzone dell’eroismo di Aquaman (dall’episodio Powerless! della terza stagione).
Justice League Doom
Liberamente tratto da La Torre di Babele (una delle più belle storia della JLA scritta da Mark Waid) Doom rappresenta anche l’ultima sceneggiatura realizzata da Dwayne McDuffie prima della sua morte nel 2011. McDuffie, che aveva lavorato sia per Marvel che per Dc ed era stato uno degli sceneggiatori di punta della serie animata sulla Justice League, era piuttosto stimato da colleghi e lettori e pertanto l’uscita di questo film aveva creato una certa attesa tra gli appassionati.
L’immortale Vandal Savage riesce ad impadronirsi di alcuni file creati da Batman,in cui sono illustrate diverse strategie per togliere di mezzo i Leaguers tramite le loro debolezze. Con la collaborazione di alcuni noti criminali Savage inizia a eliminare uno dopo l’altro gli eroi…
Nella storia originale il cattivo di turno era Ras Al’Ghul storica nemesi di Batman,mentre McDuffie lo sostituisce con un Vandal Savage che ne eredità le motivazioni:eliminare il 90% della popolazione terrestre spergiurando così il disastro ecologico causato dalla razza umana e regnare come un benevolo dittatore sui sopravvissuti.
McDuffie ritirà in ballo la Legion of Doom,gruppo criminale da lui spesso usato nei suoi episodi di Justice League Unlimited (dove era di fatto una vera e proprio legione qui ridotta invece a sette membri).
I Leaguers si ritrovano sconfitti e la colpa è di uno di loro, di Batman che segretamente aveva approntato delle misure letali nel caso uno o più eroi impazzissero o finissero sotto il controllo di un qualche avversario. E invece beffardamente quelle misure di sicurezza sono usate da un criminale per sbarazzarsi della Justice League. Batman ha finito con il tradire la fiducia dei suoi compagni ed involontariamente quasi ad ucciderli. E non è affatto detto che tutto possa tornare a posto,concesso che la Justice League sopravviva all’intera esperienza. Nel film viene introdotto anche uno degli eroi minori della Dc Cyborg come nuovo membro della Jla,probabilmente per aderire alla nuova serie della Justice League facente parte del famigerato reboot. In conclusione un buon film e un buon tributo alla memoria di Dwayne McDuffie.
Vampires & Nazis
Ripropongo un vecchio dossier con l’aggiunta di alcune voci che avevo tralasciato la prima volta.
L’idea per questo piccolo dossier mi è venuta leggendo l’ultimo articolo di Alex su Plutonia Experiment una recensione del romanzo La Fortezza.Mi sono trovato così a pensare alle volte in cui i nazisti se la sono vista con i vampiri e di scrivere un piccolo dossier.
Potremmo iniziare il nostro viaggio citando il racconto di Manly Wade Wellman The Devil is not Mocked in cui un gruppo di soldati nazisti in Transilvania per dare la caccia ai partigiani si insedia in un vecchio castello ricevendone un indimenticabile ospitalita dal suo padrone Dracula.Il racconto venne adattato nel 1971 in un episodio del telefilm Night Gallery (Ad interpretare il Conte è Francis Lederer che nel ’58 era stato Dracula in The Return of Dracula).
Su Marvel Comics Presents#77-79 invece Dracula deve allearsi con Nick Fury e i suoi Howling Commandos per regolare i conti con un ufficiale nazista che ha commesso l’errore di devastare il suo castello,il racconto si intitola Romanian Rumble.Ma il vampiro più famoso del mondo ebbe a che fare con i nazisti anche in Dracula 1944 di Edward D. Hoch. Qualcosa si aggirà nel campo di prigionia di Bergen-Belsen uccidendo i soldati tedeschi e sembra esservi coinvolto un uomo arrivato insieme ad un gruppo di zingari che di giorno non esce mai e si chiama Vlad Tepes…
Di tutt’altro tono invece il racconto Down among the dead men di Gardner Dozois e Jack Dann in cui un vampiro miete vittime fra i prigionieri di un campo di sterminio.Un racconto duro senza concessioni all’happy ending.
Anche uno dei capitoli della saga di 30 Giorni di Notte vede nazisti alle prese con dei vampiri durante le ultimi fasi della campagna in Russia. Neve Rossa è una buona storia semplice e diretta scritta e disegnata da Ben Templesmith indubbiamente il migliore tra i seguiti del fumetto originale.
Potevano mancare i britannici nel nostro elenco?Ovviamente no.Pubblicato a puntate su 2000 AD ecco Fiends from the Eastern Front testi di Gerry Finley-Day e disegni di Carlos Ezquerra.Inviati in Romania per collaborare con un commando locale contro i russi un gruppo di nazisti scoprirà sulla propria pelle la vera natura dei propri presunti alleati.

Nel manga di Kohta Hirano Hellsing i cattivi di turno sono un organizzazione nazista formata da ufficiale dell’esercito tedesco divenuti vampiri e che ha intenzione di conquistare Londra.A contrastarli un Dracula al servizio di sua Maestà e dei discendenti di Van Helsing il tutto con tonnellate di ultraviolenza e splatter.
Vale la pena ricordare a proposito di nazismo e vampirismo il curioso Der Untergang des Abendlandesmenschen di Howard Waldrop ambientato in una Berlino degli anni 20 (e ricco di citazioni all’immaginario del periodo) in cui si muovono il Graf Orlok di Nosferatu e un giovane Adolf Hitler.
Nel tredicesimo episodio della quinta stagione del telefilm di Joss Whedon Angel Why We Fight scopriamo come i Nazisti avessero iniziato a catturare i vampiri per studiarli e di come ad Angel arruolato coattivamente dall’esercito degli Stati Uniti fosse toccato risolvere la spinosa faccenda. Di questo episodio vengono narrati i retroscena nel terzo numero della miniserie Spike vs. Dracula della IDW in cui Peter David rivela che ad aiutare i Nazisti nella loro impresa fu lo stesso Dracula,in cambio della promessa che il Reich avrebbe lasciato in pace una tribù zingara a cui era legato.
Chiudo ricordando il bell romanzo di F.P.Wilson La Fortezza (leggete la recensione di Alex,ne parla egreggiamente) e i suoi due adattamenti:il film di Michael Mann e il fumetto scritto dallo stesso Wilson (insoddisfatto dal film di Mann) e disegnato da Matthew Don Smith con un tratto che ricorda Mike Mignola.Ovviamente i nazisti non hanno avuto a che fare solo con i vampiri,ma questa è un altra storia…
Nemesis
Da sempre Mark Millar tenta di rendere più realistiche le storie di supereroi e supercriminali. Se già Authority e Ultimates descrivevano con un tono verista i classici eroi dei comics Kick-Ass portava questa tematica al massimo presentando un supereroe che di super non ha nulla e che si muove nel nostro mondo. E nel nostro mondo è ambientato anche Nemesis secondo capitolo della trilogia dei villains di Millar iniziata con Wanted e in conclusione quest’anno con Supercrooks.
Nemesis è l’unico supercriminale esistente al mondo,un genio del male che si diverte a compiere le azioni più abiette e che ogni anno sceglie come bersaglio un poliziotto considerato onesto e abile per umiliarlo,ferirlo e ucciderlo (accoppando il maggior numero di vittime possibili). La sua nuova vittima è il poliziotto di Washington Blake Morrow,con il quale il diabolico criminale sembra avere un vecchio conto da saldare.
Millar ha sempre detto di aver pensato a Nemesis come ad una sorta di Bruce Wayne che anziché diventare un eroe sceglie il crimine trasformandosi in uno psicopatico stile Joker (parte della campagna pubblicitaria di Nemesis e la tagline del fumetto insistevano ulteriormente su questo concetto). Eppure leggendo le esagerate e cattivissime efferatezze di questo villain a me è venuto da pensare ad un altro personaggio con cui Nemesis condivide più somiglianze. Sto parlando di Fantômas il genio del male creato da Souvestre e Allain nel 1911. Entrambi condividono oltre all efferatezza il desiderio di compiere il male per recare sofferenza al mondo e non solo per un proprio tornaconto personale ed entrambi compiono azioni spesso impossibili.
In uno dei romanzi mentre Fantômas compie un furto appicca un incendio e sostituisce l’acqua nelle pompe dei vigili del fuoco con un liquido infiammabile. Nemesis compie crimini simili,come quando dopo aver rapito il presidente degli Stati Uniti fa schiantare l’aereo presidenziale su un centro abitato o come quando all’inizio della storia si assicura che il treno che ha impiegato per uccidere un poliziotto deragli con precisione causando una strage. Anche se bianco vestito ci sono pochi dubbi che Nemesis abbia il cuore nero come quello del vecchio criminale francese. E a farne le spese sarà Morrow poliziotto integerrimo, casa e chiesa che andrà incontro ad una serie di dolorose sconfitte e crudeli umiliazioni,lui e i suoi cari. Nemesis è un autentico bastardo,un villain perfetto senza inutili spiegoni che ne determinino la vocazione al male. E non è detto che la sua sconfitta metta necessariamente fine alla sua minaccia…
Di questo fumetto il fandom ha detto di tutto e se è vero che non è certo un capolavoro non è nemmeno la schifezza che alcuni hanno descritto ma un onesto fumetto di intrattenimento esagerato al punto giusto e con forse il miglior cattivo degli ultimi anni e per me non è poco.






























