Il Conte Dracula
Prima di introdurre la galleria di questo Lunedi vorrei scusarmi con voi lettori per le due settimane di completa assenza dal blog dovute al bisogno di prendere una momentanea pausa,la cosa ha funzionato e con le batterie cariche Tralfamadore riprende le attività dedicando l’appuntamento del Lunedi al vampiro più famoso del mondo Dracula immortalato da Bram Stoker nel suo romanzo. Siccome Dracula è il mio mostro preferito era ovvio che prima o poi avrebbe fatto la sua comparsa in questa rubrica e spero proprio che apprezzerete i disegnatori che ho scelto,tra i quali alcune sorprese.
Abigail Rorer
Fernando Fernandez
Frank Frazetta
Harry Borgman
Greg Hildebrandt
Philippe Druillet
Tudor Humpries
Conan!
Creato negli anni 30 dallo scrittore texano Robert Erwin Howard Conan il barbaro è una delle icone della narrativa fantastica con al suo attivo numerose ristampe e adattamenti filmici e a fumetti. Al Cimmero dedico questa galleria scegliendo solo tra sette dei numerosi artisti che ne hanno illustrato le gesta anche escludendo alcuni nomi celebri,in favoredi artisti meno noti (niente Frazetta e Buscema quindi).
Ernie Chan
Gary Gianni
Gregory Manchess
Manuel Sanjulian
Mark Schultz
Richard Corben
Stephen Fabian
Le Storie N.7 La Pattuglia
In questi due anni (più o meno) di attività nella blogosfera non ho recensito molti fumetti italiani anzi se ben ricordo la mia unica recensione di un fumetto italiano risale alla prima incarnazione di Tralfamadore. Non è ovviamente che non ne legga ma che piuttosto causa un certo immobilismo di idee che affligge parecchia editoria nostrana non vi è molto di interessante che esce. Una piacevole sorpresa è la collana Le Storie edita dalla Sergio Bonelli una serie antologica in cui ogni numero ha una diversa ambientazione dalla rivoluzione francese,all’America dei Gangsters alternando generi diversi come il chambara,lo spionaggio e il bellico. Ed è in questo genere che rientra l’albo di cui sto per parlarvi,una buona storia di guerra con tinte orrorifiche. In Vietnam nel 1967 il capitano Artz viene inviato con i suoi uomini a ritrovare una pattuglia ritenuta scomparsa ormai da un anno perlomeno fino a quando non è arrivato ai suoi superiori uno strano messaggio. E cosi ad Artz e ad un eterogeneo gruppo di soldati tocca imbarcarsi in un impresa folle addentrandosi nella giungla vietnamita per trovarsi di fronte all’orrore.
La prima parte dell’albo è quella più esplicitamente bellica in cui ci troviamo di fronte ad una storia sul Nam non molto dissimile da film famosi come Apocalypse Now e Platoon con molti clichè del genere. Abbiamo un gruppo di soldati multirazziale:un nero,un ispanico,un italiano e degli americani,alcuni dei soldati sono pure degli psicopatici che traggono piacere dall’uccidere (fattore che porterà al gruppo parecchie rogne) mentre Artz è il soldato esperto e disilluso che nutre scarsa fiducia nei suoi superiori. Clichè che pero l’autore dell’albo Fabrizio Accatino sfrutta e usa sapientemente senza annoiare caratterizzando bene i suoi personaggi. Giampiero Casertano storico disegnatore di Dylan Dog riesce perfettamente a rendere l’inferno della guerra nei suoi disegni,rendendo quasi percebili il caldo,il sudore e il sangue degli scontri. Inoltre si permette di rompere la gabbia di sei vignette per tavola tipica degli albi bonelliani con buoni risultati come nella descrizione di una scena di attacco ad un villaggio dove il disegnatore ci descrive lo scontro tramite le sue conseguenze,gli spari e i suoni.
Nella seconda parte le atmosfere divengono fosche e la storia muta in un horror claustrofobico con i soldati intrappolati in un vecchia base vietcong e braccati da forze invisibile,in un finale che culmina in un violento massacro. Gli amanti degli spiegoni probabilmente odieranno questa parte perché Accatino preferisce seminare indizi e lasciare che sia il lettore a farsi una sua idea anziché dilungarsi in lunghe spiegazioni,scelta però congeniale alle atmosfere del racconto.
Concludendo La Pattuglia (albo ora in edicola) è una buona lettura e spero che la collana continui su questi livelli.
L’Ignoto Spazio Profondo
Prendo in prestito il titolo italiano di uno degli ultimi film di Werner Herzog per presentare la galleria di quesa settimana dedicata alla Fantascienza. Più avanti dedicherò altre gallerie alle diverse tematiche di questo genere,preferendo oggi rimanere invece sul generale tramite sette artisti,buona visione.
Bob Eggleton
Chris Foss
Gray Morrow
Peter Andrew Jones
Peter Elson
Robert Hunter
Juan Gimenez
Top Five Incubi
Nelle ultime settimane ho trascurato abbastanza l’appuntamento con le Top 5 ed eccone una per chiudere la settimana scegliendo questa volta di parlare dei cinque incubi più spaventosi che mi siano mai capitati.
Insetti Mostruosi
Iniziamo con un incubo che risale a quando andavo alle medie nel sogno sono appena tornato a casa da un lungo viaggio con i miei familiari per trovare l’intero edificio invaso da rospi e insetti vari,con le pareti lorde di fango e melma insomma una vera palude. Mentre cerco di salire le scale vengo aggredito e presumibilmente divorato da un enorme insetto,dico presumibilmente perché in quel momento mi svegliai con un forte senso di disgusto.
La Piscina
Questo è un incubo ricorrente che ogni tanto mi capita ancora di fare,sto nuotando tranquillamente in una piscina durante un pomeriggio estivo quando ad un tratto mi rendo conto che la piscina si è improvvisamente ingrandita. Allarmato cerco di raggiungere i bordi ed uscire ma la piscina diventa sempre più grande,diventa un dannato oceano in cui mi ritrovo a nuotare senza fermarmi fino allo stremo.
La Città Labirinto
Mi reco a Milano per una gita e dopo aver parcheggiato l’auto inizio a camminare verso il centro solo che i quartieri sembrano tutti uguali. Inizio a rendermi conto di essermi smarrito in un dedalo labirintico di case uguali e a peggiorare tutto ecco dei cani spuntare da una viuzza e iniziare ad inseguirmi. In questo caso non riesco a ricordare come finisce il sogno.
Lo Squalo
Una variante della piscina in cui invece mi trovo in mare aperto inseguito da un enorme squalo,forse parente prossimo di quello di Spielberg.
Il Banchetto del Male
In questo incubo mi ritrovo ad una gigantesca tavolata in un luogo molto buio (impossibile capire se è una grotta o altro). Lentamente inizio a distinguere gli altri convitati e vedo che sono mostri dal primo all’ultimo,una compaggine di orchi degenerati che sembra uscita da una fiaba di Andersen. Viene portato il piatto principale che si rivela essere tre cadaveri umani cuciti e cucinati assieme con le teste che hanno occhi e bocca sigillati con il filo. Disgustato e terrorizzato all’idea che i mostri mi scoprano mi sveglio con addosso una fifa boia.
Il Cavaliere Oscuro
Per la galleria di questo Lunedi ho scelto uno dei miei personaggi preferiti del fumetto americano Batman. Anche in questo caso data la miriade di disegnatori e artisti che nel corso degli anni hanno interpretato il personaggio ho scelto solo un numero ridotto di artisti altrimenti avrei dovuto dedicare centinaia di gallerie all’argomento.
Steve Rude
Paul Pope
Bernie Wrightson
Darwyn Cooke
Gary Frank
Neal Adams
Gilles Vranckx
Il Selvaggio West
Per la galleria di oggi ho scelto uno dei miei generi preferiti in assoluto il Western con le sue praterie e distese desertiche,i cowboy e gli indiani. Molti illustri artisti si sono occupati in passato di rappresentare la vita della frontiera ma di fronte ad una simile mole di opere ho preferito scegliere tra autori più recenti provenienti soprattutto dal fumetto (altra mia passione).
Maurizio Dotti
Renzo Calegari
Ron Embleton
Michel Blanc Dumont
Paolo Eleuteri Serpieri
Giovanni Ticci
Sergio Tisselli
Il Vampiro che Ride
Ripropongo un altra vecchia recensione dal mio blog originale,uno dei manga più disturbanti che siano mai stati scritti:Il Vampiro che Ride di Suehiro Maruo.
Manga fumetti malscritti,infantili e con anatomie del tutto inventate.Spesso è questo quello che pensano superficialmente molte persone (Che in quanto a conoscenza del medium non vanno oltre i fumetti per ragazzini).
Ma come l’appassionato ben sa in realtà esiste un intero universo di storie e autori poco conosciuti e pubblicati nel nostro paese.Pensando all’horror mi vengono in mente ad esempio Kei Kusunoke,autrice di quel Onikirimaru che è uno dei migliori titoli horror nipponici oppure a Junji Ito creatore di figure mostruose e racconti realmente disturbanti.E poi c’è Suehiro Maruo classe 1956 nato a Nagasaki,Maruo non è un autore facilmente inquadrabile in un genere o in un qualche classificazione.Alcuni vi diranno che i suoi racconti sono Horror,per altri è un esponente dell’ero-guro (genere che mischia erotismo malsano e violenza estrema),Infine per certe persone i suoi lavori sono spazzatura morbosa.All’inizio della sua carriera Maruo cerco di pubblicare i suoi primi lavori sulla famosa Weekly Shonen Jump,ma gli editor li rifiutarono perchè troppo particolari.Maruo fini così a lavorare negli ambienti underground collaborando con la rivista Garo,divenendone un autore fisso insieme ad altri maestri del fumetto nipponico come Shigeru Mizuki e Sanpei Shirato.(creatori rispettivamente di Ge-Ge-Ge-no Kitaro e Kamui)Malconsiderato come autore dalla critica giapponese per la crudezza dei suoi lavori Maruo è stato rivalutato solo recentemente.
Ma veniamo a Il Vampiro che Ride o Warau Kyūketsuki.Si tratta di un lavoro recente dell’autore rispetto ad altri suoi racconti,ma come molti altri ha per protagonisti dei ragazzi,dei giovani.(Caratteristica ricorrente in altre sue opere poichè come dichiarato dallo stesso Maruo,non trova interessante scrivere del mondo adulto)Ma a differenza della rappresentazione spesso stereotipata e politicamente corretta che in Occidente hanno i media della gioventù Maruo preferisce invece raffigurare i suoi ragazzi adolescenti con un crudo realismo:ragazzi smaliziati che si drogano e bullizzano spietatamente i più deboli o che si prostituiscono per comprare abiti firmati.Il tutto senza sproloquiare in giudizi morali o sermoni.Qui in questo ambiento seguiamo le peripezie di tre adolescenti i cui destini si intreccieranno:Konosuke Mori iniziato al vampirismo da Rakuda una vecchia strega-vampiro di 130 anni,Luna Miyawaki una giovane che porta su di se i segni di un trauma infantile e infine Sotoo Henmi praticamente un giovane serial killer in erba.

La descrizione del vampirismo da parte di Maruo è particolare,scordatevi zanne o bare il suo vampirismo è un male oscuro,la terra che rifiuta i deceduti di morte violenta condannandoli così ad una vita di oscurità,come scoprirà Konosuke quando nei primi tempi cercherà di mantenere una facciata di normalità trovandosi costretto ad indossare una bardatura alla Elephant Man per non essere ustionato dal sole suscitando cosi pettegolezzi e fantasie morbose.D’altro canto i ritrovamenti delle sue vittime finiscono con l’influenzare negativamente Sotoo che già avviato alla vita da serial killer e colpevole di incendio doloso finirà con il sprofondare in una serie di allucinate fantasie necrofile e attirerà a sè anche Luna che a causa del suo trauma vede la sessualità come una forma di vampirismo.La vicenda poi prosegue con un secondo capitolo più action in cui entra in scena un secondo gruppo di vampiri.
Lo stile di Maruo si rifà alle figure del teatro e della pittura classica giapponese con contaminazioni dall’espressionismo e dai film in bianco e nero.Maruo spesso cità i classici come all’inizio del secondo volume dove l’entrata in scena di Luna e Konosuke ad un ballo in maschera richiama l’entrata in scena di Erik ne Il Fantasma dell’Opera del 1925.Se siete in cerca di una lettura particolare e interessante questo volume fà decisamente per voi.
NOTA.Pubblicato anni fa dalla Coconino Press Il Vampiro che Ride è ormai introvabile,ma fortunatamente si trova facilmente in rete in lingua inglese.
Orrori Innominabili
Il post della settimana scorsa sugli eredi di Frank Frazetta ha avuto un ottimo riscontro ed è stato uno dei miei articoli più cliccati della settimana. Di conseguenza ho deciso di dedicare ogni lunedi ad illustrazioni e gallerie di immagini scegliendo di settimana in settimana un tema diverso.Per iniziare oggi ho scelto H.P.Lovecraft e i suoi orrori cosmici che tanto hanno dato alla narrativa fantastica in passato ed oggi.
Jaime Brocal Remohi
Bruce Pennington
John Coulthart
Dave Carson
Cyril Van Der Haegen
Enrique Breccia
Santiago Caruso
Tom Sullivan
I Felini misteriosi dell’Africa
Terzo e inedito appuntamento di questa serie sui grandi felini della criptozoologia dopo essermi occupato di Europa,America,Australia oggi tocca all’Africa patria di alcuni noti felidi ma anche di animali misteriosi.Il primo di questi animali è chiamato Chipekwé e normalmente viene descritto come un rettile ma alcuni elementi possono invece portare a pensare ad un felino.Nel 1909 John Alfred Jordan avventuriero inglese ebbe a che fare con uno di questi animali in Kenya,dove alcuni indigeni gliene segnalarono la presenza.L’esemplare incontrato da Jordan si era sdraiato nel bel mezzo di un fiume e stando a Jordan il suo aspetto era più o meno cosi:lungo quattri metri con un muso simile a quello di una leonessa e il dorso si squamoso in apparenza ma maculato,una coda che usava per spostarsi in acqua e due lunghi canini che sporgevano dalla bocca.Jordan cerco di sparare alla bestia che invece si dileguo nel nulla. Stando ai racconti che circolano sul Chipekwé esso vivrebbe nello Zaire,Angola,Kenya,Zambia e Africa Centrale ed è conosciuto anche come Dilali che significa Leone d’acqua,altro tassello che induce ad identificarlo come un felino. Per alcuni studiosi sarebbe in realtà un machairodus un felino simile alla tigre dai denti a sciabola.In Africa centrale si parla invece di un altro felino misterioso chiamato Vassoko che popola le montagne delle dimensioni di un asino con orecchie piccole e lunghi artigli.Nella stessa zona vivrebbe anche un altro felino chiamato Gassingram più grosso di un leone e dal pelo rosso,abitante delle caverne viene citato da Paul Cazard in un rapporto del 1939 che parlava di giganteschi leoni che nella regione del Magui che compiono stragi tra gli animali e gli abitanti della zona.In Angola invece vivrebbe il Coje ya menia (leone delle acque) capace di inseguire gli ippopotami e di ucciderli per non mangiarli,della sua presenza oltre a tracce come impronte esistono anche i resti di numerosi ippopotami smembrati.Anche in questo caso si pensa alla possibilità del machairodus,sul perchè tale animale sia diventato anfibio esiste un ipotesi che suggerisce che la competizione con altri grossi felini abbia spinto il machairodus a cercarsi una propria nicchia in modo da sopravvivere.Una volta nello Zaire il naturalista John Hunter mostro ad alcuni pigmei un libro di zoologia e nel vedere la foto di un tricheco uno di essi disse che quell’animale viveva nel folto della loro foresta,si riferiva forse al machairodus?
Chiudiamo questa carrellata con un ultimo felide il Mngwa della Tanzania particolarmente temuto dagli abitanti della zona perchè ritenuto rsponsabile di attacchi all’uomo in epoche passate (gli avvistamenti moderni sono rari).Nel 1922 a Lindi venne trovato il corpo di un poliziotto orrendamente staziato e alcuni testimoniarono di aver visto un grosso gatto maculato aggredirlo. Il morto stringeva nella mano alcuni peli grigiastri che furono esaminati e risultarono essere di un grosso felino. La particolare ferocia con cui il Mngwa attacca e le modalità con cui porta avanti i suoi attacchi sono strane e diverse da quelle degli altri felini al punto che in molti sospettino che in realtà vi sia dietro una mano umana,qualcuno di simile agli appartenenti della setta dell’Uomo Leopardo.































































































