Castle Freak (1995)

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Da un pò di tempo non mi occupavo più di film qui su Tralfamadore un pò per la scarsità di materiale interessante,un pò perchè mi ero stufato del fatto che spesso le recensioni generassero più interesse di altri articoli che mi erano costati più fatica. Dopo un anno di totale assenza di recensioni  ho deciso di tornare sui miei passi e  ricominciare a parlare di film,non molto non sempre ma almeno ogni tanto.

Per l’occasione pensavo di partire con un piccolo film spesso dimenticato di Stuart Gordon girato nel 1995 proprio nel Belpaese e liberamente ispirato da un racconto di Lovecraft The Outsider. Castle Freak è un solido B Movie prodotto dalla Full Moon di Charles Band (uno che di B Movie se ne intendeva e nel bene e nel male influenzò parecchio la scena splatter) che conta nel cast Jeffrey Combs e Barbara Crampton che dopo il precedente film di Gordon From Beyond erano diventati un pò i suoi attori feticcio. Qui i due interpretano una coppia in crisi in seguito alla morte del figlio in un incidente che si trasferiscono in una villa in Italia  (ereditata da Combs) con la figlia superstite (e cieca) per cercare di ricominciare,ignorando purtroppo che una serie di sorprese una peggiore dell’altra li aspettano una volta varcata la soglia della vecchia magione. Per incominciare lui finirà con lo scoprire una serie di retroscena legati al padre non molto piacevoli e successivamente se la dovranno vedere con un mostro che la precedente  proprietaria teneva incatenato nelle segrete il quale  una volta libero inizia a mostrare interesse nei confronti della figlia della coppia ammazzando pure un pò di gente nel frattempo (ovviamente c’è anche un mistero legato all’identità del mostro che qui non spoilero).

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Gordon se la cava piuttosto bene nello sfruttare il castello e i suoi interni per creare un clima di suspense basato sugli assalti del mostro e giocando anche con alcune immagini tipiche del gotico :vecchie dimore con segrete e passagi nascosti,intrecci familiari contorti e pure fantasmi. Si fantasmi perchè inizialmente Combs scambia i primi segni della presenza della creatura per il fantasma del figlioletto tanto il lutto è ancora forte,inolte il mostro ad un certo purto cerca di cammuffarsi coprendosi con un lenzuolo come se fosse il classico spettro ricoperto dal sudario. Parlando poi del mostro Gordon lavora anche su di esso riuscendo tramite la rivelazione della sua identita a renderlo una figura che si può anche compatire pur senza renderlo meno pericoloso (alla faccia di chi ritiene che per dare ai mostri personalitò sia obbligatorio edulcorarli). Combs se la cava bene nel trattegiare un padre che sta cercando disperatamente di tenere unita la propria famiglia nonostante ogni cosa sembri essere contro di lui e il ritratto che ne emerge risulta molto più realistico di tanti altri proprio per via degli errori e dei fallimenti che questa figura paterna compie, elemento che contribuisce a rendere più umano il personaggio (pur senza dilungarsi in profonde riflessioni). All’inizio avevo parlato di come questo film sia ispirato ad un racconto di Lovecraft e mi sembra giusto chiarire che non è una trasposizione di The Outsider quanto più che altro  ne prende ispirazione muovendosi poi da tutt’altra parte (anche se la scena in cui il mostro si vede riflesso in uno specchio omaggia in pieno il racconto originale). Come era tipico di tanti altri film della Full Moon Castle Freak è stato girato in Europa,nello specifico in un vero castello in Italia tanto che se si guarda il film in lingua originale si nota come alcuni dei personaggi parlino in dialetto (e fa pure una comparsa un Luca Zingaretti agli esordi nel ruolo di un poliziotto). Il film rimane un titolo minore nella filmografia dell’abile Stuart Gordon che però data la sua solidità consiglierei senza problemi a qualsiasi appassionato di film horror senza problemi.

Schiacciare Batman!

Uno dei tanti luoghi comuni del moderno fandom fumettistico riguarda Batman e si tratta della convinzione che il Cavaliere Oscuro sia invincibile,capace di sfangarla anche contro avversari onnipotenti grazie alla sue abilità di stratega.Ora è vero che di norma Batman è un avversario tosto che  trionfa sui suoi nemici ma non sono mancati casi in cui se l’è vista con avversari perfettamente in grado di sconfiggerlo tanto sul piano fisico e mentale spingendo l’eroe di Gotham oltre i suoi limiti. Escludendo da questa lista i pezzi da novanta tipo il Joker e Due Facce oppure Bane (che tanto ormai grazie a The Dark Knight Rises non è più uno sconosciuto) eccovi i criminali che possono vantarsi di aver messo in ginocchio Batman

Tigre di Bronzo

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Uno dei più grandi praticanti di arti marziali di casa Dc Ben Turner fu allievo di uno dei sensei di Bruce Wayne Kirigi che lo addestrò nell’uso di alcune delle più mortali tecniche di combattimento esistenti. Le sua abilità attrasserò l’attenzione della Lega degli Assassini che lo rapì e lo sottopose al lavaggio del cervello condizionandolo a mostrare una personalità violenta ogni volta che indossava una maschera da tigre. Spesso milita nella Suicide Squad un gruppo di criminali che lavora per il governo americano.

Deathstroke

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Slade Wilson è un mercenario dotato di facolta rigenerative nonchè uno dei più carismatici cattivi in circolazione.Per anni è stato la nemesi dei Teen Titans per poi  diventare negli ultimi anni un personaggio di primo piano della Dc,il suo stile di combattimento è simile a quello di Batman:entrambi studiano il nemico e ne sfruttano le debolezze.

Hugo Strange

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A differenza dei primi due Strange non è un combattente ma uno psichiatra a cui la polizia di Gotham si rivolse affinche tracciasse un profilo di Batman quando nei primi anni delle sue attività le autorità non si fidavano di lui. In breve Strange inizio a sviluppare un ossessione nei confronti del Pipistrello scoprendone l’dentità e preparando una fitta trama di manipolazioni che quasi schiacciarono l’eroe di Gotham. Anche se Batman lo ha sempre sconfitto ha più volte rischiato la sua sanità mentale nel farlo.

Diacono Blackfire

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Un immortale che cercò di conquistare Gotham riunendne gli sventuratiti in un culto sanguinario e per breve tempo riusci a realizzare questo ideale arrivando anche a spezzare psicologicamente Batman.Inutile dirlo che l’eroe si riprese e restitui al folle quanto gli spettava.

KGBeast

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Creato da Jim Starlin e Jim Aparo nella storia Le Dieci Notte della Bestia si tratta di un killer al servizio del governo russo in trasferta americana per eliminare esponenti del governo americano. Taciturno e inarrestabile si rivela un autentico osso duro spingendo Batman a misure drastiche (e intendo realmente drastiche).

Ras Al Ghul

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Ecoterrorista e immortale (tramite gli alchemici pozzi di Lazzaro) il cui scopo è eliminare il 90% della popolazione terrestre per evitare il collasso ecologico del pianeta. Ras Al Ghul (il cui nome in Arabo significa Testa di Demone) è anche uno dei pochi in grado di tenere testa a Batman in duello e il leader della temuta Setta degli Assassini.

Lady Shiva

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Sandra Woosan può tranquillamente essere considerata la donna più letale mai incontrata da Batman e probabilmente il più grande praticante di arti marziali dell’universo Dc. Allieva di Richard Dragon è in pratica un arma umana che ha più volte incrociato le spade con Batman e i suoi scudieri,mentre altre volte (più raramente) ne è stata alleata (fu lei ad allenare il terzo Robin Tim Drake).

Prometheus

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Figlio di due ladri uccisi da un poliziotto Prometheus è una specie di anti Batman che proprio come il Cavaliere Oscuro ha stretto un giuramento per vendicare la morte dei genitori:spazzare dalla faccia della terra legge e ordine. Come Batman ha viggiato allenandosi e imparando diversi stili di combattimento ma può contare in più su di un congegno che gli permette di memorizzare e imitare rapidamente gli stili e le capacità fisiche dei suoi nemici trucco che gli consenti di mettere fuori gioco diversi membri della JLA nella sua prima apparizione.

Cammelli al posto di Cavalli

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Senza scomodare criptidi e occulto esistono pagine della storia umana piuttosto strane al punto da sembrare uscite da un libro. Una di queste stranezze ebbe luogo nel 1854 quando l’esercito americano al fine di migliorare i trasporti lungo la costa del Pacifico e il Mississippi (nonchè per avvantaggiarsi contro gli indiani) importo 34 cammelli dall ‘Asia. Gli Americani non erano stati i primi a provarci,già nel 1701 gli Spagnoli cercarono di importare per simili scopi il cammello in Perù ma l’operazione non andò a buon fine (per ben due volte causa un insetto locale che rese inservibili le zampe degli animali). Nella prima metà dell’ottocento le guerre con gli indiani in Florida non versavano proprio bene e questo indusse il Maggiore George H. Crosman a perorare per primo nel 1836 la possibilità di impiegare queste bestie come mezzi di trasporto e nel 1848 il Maggiore Henry C. Wayne riprese la sua idea presentando alla Difesa un piano per l’importazione dei cammelli ed uno studio sulle loro abitudini e vantaggi.L’Interesse da parte di un senatore e una certa pressione da parte della stampa iniziarono a dar peso a questo progetto che nel 1853 arrivò al Comitato degli Affari Militari il quale autorizzo il Segretario della difesa a importare 30 cammelli,10 dromedari e 10 Arabi che se ne occupassero. Solo che non avendo stanziato fondi per il loro trasporto l’azione divenne possibile solo nel 1855 dopo un intensa opera di convinzione da parte del senatore Davies. Davies incaricò il Maggiore Wayne di recarsi a prelevare gli animali fermandosi prima per delle tappe in Francia e Inghilterra presso alcuni giardini zoologici ottenendo informazioni utili su di essi.

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Il viaggio tra andata e ritorno presento svariati problemi: alcuni animali si ammalarono e furono venduti per evitare che infettassero gli altri e questo allungo il viaggio per trovare altri esemplari,inoltre al ritorno ebbero problemi causati da tempeste molto forti al punto che i cammelli furono legati nella stiva per evitare che si ferissero (e ulteriori problemi con gli animali furono evitati grazie ad un stretto regime che ne garantiva il nutrimento e la pulizia).Una volta tornati in America i cammellii furono trasferiti a Green Valley vicino a San Antonio in un campo militare dove fra lo stupore generale i primi esperimenti ebbero risultati positivi convincendo il governo a finanziare una seconda spedizione per procurarne altri . Nel 1858 le bestiei avevano dimostrato una forte adattabilità nonchè un eccezzionale utilità rispetto a cavalcature tradizionali solo che nel 1862 insorsero dei problemi dovuti principalmente all’abbandono di questo progetto da parte del Sergente Beale. Beale si era assicurato che i cammelli venissero nutriti e tenuti in ottime condizioni ma in sua assenza furono più volte trasferiti in condizione disastrose che ne minarono la salute al punto da renderli inservibili. Beale protestò per questo rimanendo inascoltato e nel 1863 gli esemplari rimasti venivano adibiti principalmente per il tasporto di sale (e le loro condizioni peggioravano visibilmente). In più in zone come il Nevada il loro uso si rivelò problematico perchè spaventavano spesso i cavalli. Dopo essere stati usati un ultima volta nella Guerra di Secessione  Camp Verde fu chiuso e gli animali vennero passati di proprietario in proprietario finchè nel 1867 furono venduto a dei privati ed incontrarono fini diverse:alcuni furono venduti ad un circo mentre altri a degli zoo. L’intero esperimento che pur inizialmente aveva dato buoni frutti falli disastrosamente a causa dell’inettitudine di alcuni soldati lasciando però una traccia nella cultura popolare d’America:in molti fumetti viene spesso ricordato con toni umoristici questo episodio,in altri con toni più weird (come n Camel’s Curse di Mike Baron e John Severine pubblicato su Amazing High Adventure#3 del 1986) e nel 1976 Joe Camp realizzò pure un film comico su questa strana pagina della frontiera ameicana intitolato Hawmps!.

Pausa Natalizia

Domani sarà Natale ed è quindi doveroso prima di mettere in pausa il blog per i prossimi giorni augurare a voi lettori di passare delle buone feste. Buon Natale quindi e a risentirci a Gennaio!

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Cinque persone che non vorreste in fila con voi

Ormai le feste sono letteralmente dietro l’angolo e ho quindi pensato di dedicare ad esse un ironica top 5. L’idea mi è venuta una mattina mentre ero impegnato negli acquisti dei regali di Natale ritrovandomi intrappolato in un interminabile coda alla cassa proprio con uno dei soggetti descritti in questo post.Sfortunatamente questi cinque tipi non infestano solo le code per i ragali di Natale ma qualsiasi tipo di coda o fila in cui vi potete trovare.

IL BRONTOLONE

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Questo esemplare occupa il punto più basso della Top 5 perchè in fin dei conti non fa che esternare quello che chiunque prova in una fila particolarmente lenta ma lo fa in un modo fastidioso per gli altri. Spesso gesticola in modo nervoso o nei casi più gravi si lamenta a voce alta,imprecando contro chi gli sta davanti.

IL SOCIEVOLE

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Questo invece è n ospite fisso delle sale d’attese agli Ospedali o nelle file di pagamento agli sportelli. In pratica ve ne state per i cazzi vostri cercando di pensare ad altro per sopportare l’attesa ed ecco che uno sconosciuto in fila con voi inizierà ad attaccare bottone inondandovi in breve con i fatti suoi (di cui non ve ne frega nulla).

MANI DI PASTA FROLLA

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Si tratta di quel genere di persone che in fila non riescono a star ferme iniziando a toccare tutto quello che gli capita sottomano. Come quella bella serie di spillette vicino alla cassa,facendole inevitabilmente cadere tutte per terra ,cercando poi di raccoglierle goffamente e finendo con il rallentare ulteriormente la coda.

IL MARMOCCHIO

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In questo caso intendo un bambino vero e non un adulto che fa il bambino. Di solito scoppia in pianti isterici o capricci capaci di sfrangiare i maroni perfino al Giobbe biblico.

QUELLO CHE VUOLE SAPERE TUTTO

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Siete arrivati quasi alla fine chi vi sta davanti ha pagato e quindi potrete finalmente uscire solo che anzichè andarsene inizia a bombardare di domande la cassiera. Come ordinar questo,come pagare quello,come abbonarsi,cosa regalare a caio,come farsi consigliare,dove trovare le offerte ecc,ecc. E allora ecco che un urlo disumano vi nasce nelle viscere e inizia a lottare per emergere in unica immensa domanda “Ma perchè tutte a me?”.

Top 5 Sparatorie

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Nella vecchia incarnazione di Tralfamadore mi ero occupato di un argomento simile con una top 5 dedicata ai duelli includendo anche combattimenti all’arma bianca. Il discorso cambia completamente se mi limito a considerare soltanto un genere preciso di scontro, quello con le armi da fuoco che sono spesso il fiore al’occhiello dei film Western. Ecco quindi cinque delle mie sparatorie preferite prese da altrettante pellicole.

Il Cavaliere Pallido

L’intera sequenza finale del terzo capitolo della trilogia Western diretta da Clint Eastwood è in effetti un unico grande duello basato su un meccanismo simile a quello di Mezzogiorno di Fuoco ovvero un gioco al gatto e il topo tra Clint e i suoi opponenti (di seguito potete visionarne una parte).

Carabina Quigley

Questo bel Western dei primi anni 90 con Tom Selleck che interpreta un tiratore assunto da un proprietario terriero in Australia per liberare le sue terre dai “dingos” conta uno dei miei duelli preferiti in assoluto che culmina con una battuta indimenticabile. Vedere per credere.

I Cavalieri dalle Lunghe Ombre

Questo film diretto da Walter Hill e incentrato sul bandito Jesse James conta senz’altro una delle sparatorie più sanguinose viste al cinema. Guardate cosa succede quando una rapina in banca va storta e vi ritrovate contro l’intera città:

Il Buono,il Brutto e il Cattivo

Non si può parlare di sparatorie nel Western senza citare Sergio Leone ed ecco quindi il mio duello preferito tra quelli inscenati nei suoi film,il triello che conclude Il Buono,il Brutto e il Cattivo.

Open Range

Il primo posto tocca invece alla sparatoria finale di Open Range che tra le molte rappresentate nei film Western e senz’altro una delle più realistiche mai ricostruite.

L’Uomo Grigio di Ben MacDuhi

The Grey Man of Ben MacDhui

Torniamo ad occuparci di criptozoologia interessandoci stavolta ad un area di cui fin’ora non mi sono ancora occupato:la Scozia. Lasciando da parte il suo criptide più famoso (Nessie) questa terra ha altre leggende e storie che possono interessare l’appassionato come quella dell Am Fear Liath Mòr o Uomo Grigio di Ben MacDuhi

Questo essere vivrebbe a Ben Mac Duhi la seconda più alta montagna di Scozia e viene a volte descritto come un umanoido alto ricoperto di pelo grigio (simile allo Yeti e al Sasquatch) mentre a volte se ne parla più come di una presenza spettrale che di una creatura in carne e ossa. Il primo avvistamento risale al 1891 e ne sarebbe stato testimone il professor Norman Collie il quale un giorno mentre scendeva dalla cima della montagna inizio a sentirsi seguito da qualcosa. Mentre proseguiva questa sensazione non smetteva di perseguitarlo e ben presto Collie inizio a sentire dei passi dietro di se che si avvicinavano fino a quando terrorizzato inizio a correre fino a raggiungere la foresta situata ai piedi di Ben MacDuhi. La confessione di Colie incoraggiò altre persone a raccontare episodi simili come il Dr. A. Kellas e suo fratello Henry che arrivati vicino alla cima della montagna videro un enorma figura avvicinarsi per poi sparire
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Nel 1965 vennero trovate su Ben Mac Duhi delle impronte di 14 pollici circa la prima prova fisica del criptide,mentre nel 1990 tre uomini che camminavano nei dintorno della foresta videro l’Uomo Grigio raccontando di aver provato una forte sensazione di panico elemento comune a tutti gli avvistamenti dell’essere. La vista dell’Uomo Grigio indurrebbe oltre alla paura anche una forte sensazione di depressione mentre altri parlano di essere caduti in uno stato di trance e essersi avvicinati a parti pericolose della montagna (alcuni durante questi episodi finirono anche con l’udire delle risate o della musica dal tono spettrale). Cosa strana episodi simili sarebbero capitati anche su vette vicine al Ben MacDuhi o addiritura su altre catene montuose come le Alpi in Bavaria.
Come in queste casi le spiegazioni si sprecano da quelle razionali a quelle decisamente fuori dal comune. La più strana delle ipotesi tira in ballo altre dimensioni sostenendo che sulla cima del Ben MacDuhi vi sia la porta per un altro mondo e l’Uomo Grigio ne sarebbe quindi il guardiano.
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Gli scettici invece sostengono che si tratti di animali selvatici che spaventati dai visitatori produrrebbero i rumori dei presunti passi,mentre per alcuni si tratterebbe di un fenomeno meteorologico noto come Broken Spectre osservabile spesso in alta montagna.In pratica un varco in mezzo alle nuvole consentirebbe agli scalatori di vedere la propria ombra riflessa su di esse scambiandola per un essere ostile. Vi sarebbe poi la possibilità per alcuni che l’Uomo Grigio sia in realtà lo spirito della montagna stessa umanizzato dalla percezione umana.

Fuoco e Ghiaccio

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Dopo questa lunga pausa (non del tutto volontaria) dal blog ecco  che casualmente mi è capitata sottomano l’idea per questo post e per riprendermi dal blocco che mi ha tormentato nelle ultime settimane (causando la lunga assenza del sottoscritto da Tralfamadore). Al Wizard World Austin Comic Con di quest’anno è stato recentemente mostrato un filmato inerente ad un progetto che sto seguendo con interesse da qualche tempo: un remake del film d’animazione Fire and Ice di Ralph Bakshi. Questo film animato del 1983 è un piccolo gioiellino creato per celebrare i dipinti di Frank Frazetta usando la tecnica del rotoscopio e pur non essendo perfetto rimane uno dei migliori esempi di Sword and Sorcery al cinema. Ma veniamo al filmato e a ciò che mostra ovvero una serie di concept art e teaser che promettono bene.

https://www.youtube.com/watch?v=dbhOWsetZoE

Visto?Bene. Personalmente i disegni di Justin Sweet rendono giustizia ai lavori di Frazetta ed al design originale del film perciò dal punto di vista artistico siamo a posto mentre invece a suscitare qualche perplessità è il regista scelto Robert Rodriguez. Chiariamo subito che ritengo Rodriguez un buon regista capace di confezionare film solidi  (quando vuole) ma che recentemente con la saga di Machete non ha fatto esattamente una buona figura. In più non è chiaro se sarà un film live action o in animazione,anche se spero ardentemente nella seconda ipotesi perchè Fire and Ice rifatto con le moderne tecniche d’animazione sarebbe veramente uno spettacolo. Quindi nonostante una certa dose di scetticismo mi accompagnerà fino a quando il film non sarà completato non nascondo di essere anche eccitato dalle possibilità che questo remake possa essere qualcosa di buono,divertente e magari perfino epico.

Skin walkers

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Oggi ci occuperemo per la mia rubrica su misteri e stranezze di una figura del folklore degli indiani d’America nota soprattutto  grazie ai miti dei Navajo: lo Skinwalker.  Uno Skin walker o yee naaldlooshii come sono chiamati in navajo è uno stregone che possiede la facoltà di mutare forma,per la precisione indossando la pelle di un animale ne assumono le sembianza. Questa caratteristica porta spesso a considerare gli Skin walkers come la versione americana dei licantropi europei nozione parzialmente errata dal momento che uno Skin walkers più che una bestia mannara è una strega vera e propria (al massimo può avere qualche similitudine con i licantropi del folklore europeo) che dispone di molti poteri oltre al poter cambiare forma.

Toneneli and Haschelti Navajo Legends

Secondo i Navajo si diviene Skin walker intraprendendo la via della stregoneria e infrangendo i grandi tabù e commettendo le peggiori atrocità possibili, uno Skin walker è talmente malvagio da non essere nemmeno considerato umano e perciò l’uccisione di uno Skin walker non è considerata omicidio.  Tra i loro molti poteri si dice che possano rubare la faccia ad una persona,intonare canti che anziché guarire uccidono, paralizzarti con lo sguardo e addirittura assorbirti. Gli Skin walkers agiscono solo per fare del male a qualcuno  e spesso cercano anche di ricavarne una forma di guadagno personale ad esempio uno Skin walker potrebbe provocare un malanno ad una sua vittima per poi con l’aiuto di un complice che si spaccia per guaritore farsi pagare per risolvere il problema (spesso agiscono direttamente per rubare la buona sorte di una persona particolarmente ricca o benestante).

Come per vari altri fenomeni misteriosi esistono anche casi recenti di persone che affermano di aver avuto a che fare con gli Skin walkers   raccontando di esperienze piuttosto inquientant.

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Tra il 1982 e il 1983 una donna di nome Frances T.  viaggio con la famiglia in Wyoming per andare a visitare degli amici e rivedere la sua città natale. Parte del tragitto prevedeva che passassero attraverso la riserva Navajo di notte nonstante alcuni amici gli avessero avvertiti che poteva rivelarsi pericoloso. Frances e i suoi stavano viaggiando ormai da quattro ore quando iniziarono a rendersi conto di esseri seguiti da qualcuno in apparenza da un automobile che li seguiva con una certa insistenza. Quando l’inseguitore riusci ad avvicinarsi alla loro auto gli sventuarati realizzarono che non si trattava di una vettura ma di una figura umana ricoperta di peliccia e con indosso abiti umani che cerco di aggrapparsi alla loro vettura e di entrarvi prima che riuscissero a scrollarselo di dosso e seminarlo (tra le altre cose sembra che i suoi occhi fossero luminosi). L’episodio non fini quella notte perché alcuni giorni dopo Frances e i suoi familiari furono svegliati da un rumore di tamburi la notte vicino a casa loro e videro alcuni uomini che cercavano di entrare superando il cancello della loro proprietà (non riuscendovi iniziarono a cantare). A risolvere il problema fu un amica di famiglia una Navajo che spiego come gli Skin walkers stessero cercando di impadronirsi del potere, del benessere della famiglia e quindi benedisse con un rito la loro casa in modo da tenergli alla larga mettendo cosi fine al caso (almeno cosi sembra).

Esistono altri casi abbastanza simili a questo in cui i testimoni parlano di figure animalesche con indosso abiti  e strani canti. Impossibile dire se questi incontri siano veri oppure siano soltanto frutto dell’immaginazione ma il mito degli Skin walkers permane tutt’ora tra i Navajo (che non amano parlarne considerando l’argomento tabù) perciò se vi capitasse di viaggiare da quelle parti occhio a chi incontrate di notte.

Top 5 Donne Letali

Finalmente dopo una settimana interamente dedicata al mio trasloco (che si è svolto bene) riprendo ad aggiornare il blog presentando questa volta un guest post scritto da mio fratello Roberto (ex padrone di casa di Thriller). Per l’occasione gli ho chiesto una top 5 e lui ne ha realizzata una su cinque donne decisamente pericolose.

AISHA (THE LOSERS)

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Terrorista , fanatica e con la tendenza ad uccidere ogni cosa respiri. Perchè allora non è al primo posto? Perchè la sua pericolosità è evidente, quindi è fin troppo chiaro che conviene starle lontani.

CONTESSA NADASDY (COUNTESS DRACULA)

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Qui siamo di fronte ad una maggiore insidiosità . D’altronde come immaginare che la contessa ringiovanisca tramite bagni di sangue ( di vergine per giunta !) per spacciarsi per la figlia ?

MATTY WALKER (BRIVIDO CALDO)

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Una femme fatale che sembra uscita da un film noir degli anni 40 e che seduce per i propri scopi lo sfortunato prostagonista del film di Kasdan.Credetemi  non era soprannominata al liceo “La vamp” per caso.

LADY KAEDE (RAN)

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Spinta dal desiderio di vendetta rivelerà un vero talento nel manipolare e distruggere con enorme crudeltà chiunque gli stia attorno, non a caso viene pure paragonata ad una kitsune (spirito maligno in forma di volpe del folklore giapponese).

LA DONNA DEL TRENO (L’ULTIMO TRENO DELLA NOTTE)

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Non è più scaltra delle altre nominate , ma è molto spaventosa perchè perfetta incarnazione del borghese ben pensante ma ,sotto sotto, peggiore di chi critica.Il tipo di persona che rischi di incontrare davvero. BRRR

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